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Il genere dell'orrore o horror è un genere cinematografico caratterizzato dalla presenza di scene ed eventi finalizzate a suscitare nello spettatore emozioni di orrore, paura e disgusto. Le trame solitamente vedono la presenza dell'ignoto in senso spesso ostile (come forze, eventi, personaggi del male o di origine soprannaturale) nel mondo di tutti i giorni[1].

StoriaModifica

Prime pietre miliariModifica

Le origini del genere dell'orrore risalgono quasi agli albori del cinema stesso. Le prime immagini di eventi soprannaturali si possono trovare in alcuni cortometraggi muti creati da pionieri del cinema quali Georges Méliès durante l'ultima decade dell'Ottocento[2]; il più famoso è Le manoir du diable (1896) che si pensa sia il primo film horror della storia[3]. Un altro suo progetto horror è La caverne maudite del 1898.

I primi anni del XX secolo portarono ulteriori opere considerate pietre miliari nel genere horror: ci fu la prima apparizione di un mostro in un lungometraggio, Quasimodo, il gobbo di Il gobbo di Notre Dame. Tra i film con questo personaggio ci sono: Esmeralda di Alice Guy (1906), The Hunckback (1909), The Love of the Hunkback (1910) e il gobbo di Notre Dame (1923).

Molti dei primi film d'orrore furono fatti da registi tedeschi tra gli anni dieci e venti; molti di questi film ebbero una notevole influenza sulle future produzioni di Hollywood (Il golem di Paul Wegener del 1915 né è un esempio). Nosferatu il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau (1922), un adattamento non autorizzato di Dracula di Bram Stoker. Il più importante di quest'epoca è probabilmente Il gabinetto del dottor Caligari che è considerato il simbolo del cinema espressionista.[4].

In seguito i film hollywoodiani ripresero i vecchi temi come Il gobbo di Notre Dame (1923) e The Monster (1925), entrambi con Lon Chaney, la prima star del cinema horror, il cui ruolo più importante fu ne Il fantasma dell'opera (1925).

Anni trenta e quarantaModifica

Fu nei primi anni trenta che i produttori statunitensi, in particolar modo la Universal Pictures, resero popolari i film horror[5], portando sullo schermo personaggi di successo come Dracula (1931), Frankenstein (1931), La mummia (1932) e L'uomo invisibile ([933). Alcuni attori iniziarono a costruire intere carriere su film come questi (ad esempio Boris Karloff e Bela Lugosi).

Altri studi cinematografici non ebbero lo stesso successo ma sono comunque da citare Il dottor Jekyll di Rouben Mamoulian (1931) e La maschera di cera di Michael Curtiz (1933).

La serie dei film horror della Universal continuò negli anni quaranta con L'uomo lupo (1941), non il primo film sui lupi mannari, ma certamente il più influente. Inoltre la Universal continuò, durante questo decennio, la serie di film su Frankenstein, così come altri film su mostri già visti sullo schermo.

Sempre nello stesso decennio, Val Lewton produsse per la RKO una serie di film di notevole influenza, tra cui Il bacio della pantera (1942), L'uomo leopardo (1943), Ho camminato con uno zombie (1943), tutti distinti dalla presenza di elementi tipici del genere (creature spaventose, ombre sui muri...), caratterizzati dalla regia di Jacques Tourneur.

Anni cinquantaModifica

Con i radicali cambiamenti nella tecnologia che ci furono negli anni cinquanta, anche gli horror cambiarono e passarono dalla linea gotica a quella di fantascienza. In questi anni furono realizzati una serie infinita di film d'orrore di seconda categoria dove gli umani se la dovevano vedere con entità extraterrestri: invasioni aliene, mutazioni, piante o insetti. In questi film furono utilizzati nuovi trucchi, come il 3-D, che portarono il pubblico settimana dopo settimana e spaventi migliori e maggiori.

Tra i film di questo periodo vanno ricordati: La cosa da un altro mondo (1951), La guerra dei mondi (1953), Assalto alla Terra (1954), Tarantola (1955), L'invasione degli Ultracorpi (1956) e Blob - Fluido mortale (1958)

Il finire degli anni cinquanta coincise con la nascita di case cinematografie esclusivamente per i film horror, come la Hammer Film Productions. La Hammer raggiunse un grande successo internazionale coinvolgendo personaggi classici dell'horror, spesso interpretati da Peter Cushing e Christopher Lee, come La maschera di Frankenstein (1957), Dracula il vampiro (1958) e La mummia (1959) e molti seguiti. La Hammer, e il direttore Terence Fisher, sono universalmente riconosciuti come i pionieri del moderno cinema horror.

L'American International Pictures (AIP) fece anche una serie di film ispirati ai racconti di Edgar Allan Poe prodotti da Roger Corman e con Vincent Price. Queste produzioni, a volte controverse, spianarono la strada ad una violenza più esplicita sia negli horror che in altri generi di film[6].

I film horror dei decenni precedenti fino agli anni cinquanta sono tutti costellati da figure archetipe dell'immaginario collettivo, spesso mutuate dalla letteratura di genere. Ma è a partire da questo decennio che vengono introdotti nuovi concetti e personaggi; ed è da questo decennio che i film horror cominciano realmente ad assimilare le paure diffuse per renderle sullo schermo senza filtri, o quasi, così da divenire lo specchio più credibile dello sviluppo della società. Infatti è proprio a partire da questi anni l'introduzione degli alieni come modificazione (spesso in negativo) dei miti classici di fate ed elfi, ormai passati di moda e troppo poco credibili; ma gli alieni vengono anche utilizzati per parlare, e mettere in guardia, del pericolo comunista (per quanto riguarda questa lettura, su tutti spicca L'invasione degli Ultracorpi). Altro personaggio tipico di quest'epoca è lo scienziato pazzo, o lo scienziato a cui sfugge di mano la propria scoperta (si veda L'esperimento del dottor K ) concetto preso da Frankenstein ovviamente, ma che viene ripreso a seguito del rapido sviluppo tecnico e scientifico di quegli anni, sviluppo troppo rapido e troppo radicale perché la gente se ne appropriasse senza paura (particolare, in quest'ottica è Ultimatum alla Terra, film in cui la scienza, oltre ad essere causa, o concausa, del male viene rappresentata come unica soluzione).

Anni sessanta e settantaModifica

Gli anni sessanta, così come i successivi anni settanta sono da considerarsi l'età d'oro del cinema horror. Motivazione di ciò è non solo la qualità sempre migliore degli effetti speciali utilizzati, ma anche perchè in questo periodo nascono numerosi sottogeneri a quello horror: gli horror psicologici, i film horror con animali (anche noti come i "film natura che si ribella"), gli splatters, i gialli, gli horror demoniaci...

Horror spicologici Modifica

Nei primi anni sessanta il genere si spostò verso "l'horror psicologico", con film thriller/horror come Psyco (1960) di Alfred Hitchcock e Che fine ha fatto Baby Jane? (1962) di Robert Aldrich, che spostavano l'effetto suspense dai soliti "mostri" alle psicosi umane che sfociavano in efferati atti sadomasochistici; L'occhio che uccide di Michael Powell (1960) è un chiaro esempio di questa caratteristica.

Horror con animali Modifica

Questo genere di film in realtà nasce negli anni cinquanta con i numerosi film horror/fantascientifici con protagonisti animali mostruosi, ma durante gli anni sessanta e settanta che la componente fantascientifica viene meno per dare libero sfogo a temi cari al cinema horror come morti atroci e grandi quantità di sangue.

I più famosi film del periodo sono Gli uccelli (1963) di Alfred Hitchcock[7], Frogs (1972) di George McCowan, Lo squalo (1975) di Steven Spielberg e Piraña (1978) di Joe Dante.

Questo sottogenere di film è tutt'ora molto attivo, ma ha modificato fortemente il tipo di pubblico al quale è rivolto; se un tempo era rivolto a tutto il pubblico, ora è principalmente rivolto ai giovani grazie alla presenza nei film di protagonisti giovani.

Splatter Modifica

Il genere splatter, noto anche come gore, è un sotto-genere cinematografico basato sull'estremo realismo degli effetti speciali, che descrivono lo schizzare del sangue ("To splat", in inglese) o la lacerazione dei corpi umani, con conseguente fuoriuscita di interiora. Spesso dal realismo si è passati all'esagerazione, allo scopo di disgustare o anche di far ridere gli spettatori.

Il primo film del genere è Blood Feast (1963) del regista Herschell G. Lewis, il quale continuerà sulla stessa strada dirigendo anche i film Two Thousand Maniacs! (1964), [[]] () e [[]] ().

Il genere così come era nato negli anni sessanta si può considerare concluso inquanto al mondo d'oggi tutti i film horror presentano scene di grandi sanguinamenti.

Film sugli zombi Modifica

Nonostante già negli anni quaranta furono realizzati film sugli zombi, è solo con La notte dei morti viventi (1968) di George A. Romero[8] che si ha inizio ad una vera e propria serie di film sui morti viventi.

Giallo all'italiana Modifica

Exquisite-kfind.jpg Per approfondire, vedi la voce Giallo all'italiana.

Il sottogenere noto come giallo all'italiana o più tipicamento come giallo (da non confondersi però col giallo classico) è praticamente una sorta di fusione del genere thriller con quello horror. È un sottogenere presente unicamente in Italia ed è stato crato dal regista Mario Bava nel 1963 con il film La ragazza che sapeva troppo.

Elementi tipici del giallo sono: : l'assassino vestito con impermeabile scuro, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, scene del delitto particolarmente elaborate e cruente, le musiche ossessive e anche un pizzico di nudità tipica degli anni a venire.

Gli altri registi italiani che si cimenteranno nel genere sono Dario Argento, Lucio Fulci, Alberto De Martino, Antonio Bido, Duccio Tessari, Elio Petri, Emilio P. Miraglia, Lamberto Bava, Giuseppe Bennati, Pupi Avati, Sergio Martino e Umberto Lenzi.

Con l'arrivo degli anni ottanta e la nascita negli Stati Uniti di un nuovo modo di fare cinema thriller e horror, il genere giallo italiano ha quasi terminato di esistere. Poche sono state le pellicole che sono rimaste devote ai primi film del genere, tra queste ci sono La casa con la scala nel buio di Lamberto Bava, Lo squartatore di New York, estemporaneo ritorno al genere di Lucio Fulci, Tenebre e Opera di Dario Argento.

I più famosi film del genere sono: Sei donne per l'assassino (1964), 5 bambole per la luna d'agosto (1970), Le foto proibite di una signora per bene (1970), Lo strano vizio della signora Wardh (1970), L'uccello dalle piume di cristallo (1970), Il gatto a nove code (1971), 4 mosche di velluto grigio (1971), Una farfalla con le ali insanguinate (1971), L'iguana dalla lingua di fuoco (1971), Una lucertola con la pelle di donna (1971, La morte cammina con i tacchi alti (1971), Reazione a catena (1971), La tarantola dal ventre nero (1971), La corta notte delle bambole di vetro (1972), Chi l'ha vista morire? (1972), La dama rossa uccide sette volte (1972) , L'etrusco uccide ancora (1972) , Non si sevizia un paperino (1972) , Sette orchidee macchiate di rosso (1972), Sette scialli di seta gialla (1972), Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (1972), L'assassino ha riservato nove poltrone (1974) , 5 donne per l'assassino (1974), L'assassino è costretto ad uccidere ancora (1975), Gatti rossi in un labirinto di vetro (1975) , Morte sospetta di una minorenne (1975), Profondo rosso (1975), La casa dalle finestre che ridono (1976), Nove ospiti per un delitto (1977), Sette note in nero (1977), Assassinio al cimitero etrusco (1982), Lo squartatore di New York (1982) e Tenebre (1982)

Horror demoniaco Modifica

Exquisite-kfind.jpg Per approfondire, vedi la voce Film horror demoniaco.

Sul finire degli anni settanta, complice il sempre crescente interesse del pubblico all'occulto, iniziarono ad esseri realizzati film con come tema il diavolo, gli esorcismi e cerimonie occulte.

Il primo della serie è il famoso Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York (1968) di Roman Polanski. Sempre del 1968 è il film inglese The Devil Rides Out, nel quale recitano tra gli altri Christopher Lee e Charles Gray.

Il successo del sottogenere arriva però solamente nel 1973, quando nei cinema esce il film L'esorcista, diretto da William Friedkin e sceneggiato da William Peter Blatty sulla base del suo romanzo omonimo.

Tra i film di questo sottogenere sono da ricordare: I diavoli (1971), L'anticristo (1974), L'ossessa (1974) Un fiocco nero per Deborah (1974), L'eretica (1975), Il maligno (1975), Il medaglione insanguinato (1975), Sharon's Baby (1975), Un urlo dalle tenebre (1975), Il presagio (1976), L'esorcista II - L'eretico (1977) e Malabimba (1979).

Il sottogenere, con l'avvento degli anni ottanta, ha cessato di esistere. Però sul finire degli anni novanta e negli anni duemila sono stati realizzati alcuni film horror demoniaci che però presentano troppe contaminazioni provenienti dai film d'azione, al punto tale da discostarsi completamente dai film del genere degli anni passati.

Anni ottanta Modifica

Negli anni ottanta, con l'avvento del nuovo cinema horror americano, il genere horror subì un cambiamento radicale. D'ora in poi il pubblico a cui saranno indirizzati i film horror saranno principalmente, se non addirittura esclusivamente, i teenagers.

La componente sesso e splatter è aumentata enormemente ed è quasi impossibile trovare un film nel quale manca una o entrambe.

Slasher Modifica

Il genere slasher si riferisce a quel gruppo di film horror in cui il protagonista indiscusso è un maniaco omicida (spesso mascherato) che dà la caccia ad un gruppo di persone (spesso giovani) in uno spazio più o meno delimitato, utilizzando in genere armi da taglio per ucciderli in modo cruento.

Il primo film del genere è Halloween (1978) di John Carpenter, benché esistano anche altri film precedenti che incarnano tutte le caratteristiche principali dello slasher, ovvero Un Natale rosso sangue di Bob Clark e Reazione a catena di Mario Bava.

È però negli anni ottanta che il genere si sviluppa ed ha grande successo. Altro film importante del genere è Venerdì 13 (1980) di Sean S. Cunningham. Quest'ultimo darà poi origine ad un sotto-sottogenere, quello dei film horror che si svolgono nei campeggi.

Questo sottogenere è tutt'ora realizzato.

Anni novanta Modifica

Anni duemila Modifica

Note Modifica

  1. "Cinema dell'orrore", voce su Sapere.it, Enciclopedia DeAgostini
  2. Articolo su George Méliès: "mago del montaggio", e sul cinema dal 1895 al 1912 su Cinemadelsilenzio.it
  3. Informazione su Cinemedioevo.net
  4. Recensione libro Da Caligari a Hitler. Storia psicologica del cinema tedesco
  5. Articolo sul cinema horror dal 1932 al 1943 su Cinemadelsilenzio.it
  6. Storia del noir. Dai fantasmi di Edgar Allan Poe al grande cinema di oggi
  7. Recensione: Gli uccelli di Vaniel Maestosi su Cinemadelsilenzio.it
  8. Influenza su Cinemaniaco.com

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