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Lando Buzzanca
Lando Buzzanca

Attore
Periodo attività 1959 -
Vero nome Gerlando Buzzanca
Nascita Palermo
Flag of Italy (1861-1946) Italia
24 agosto 1935 (1935-08-24) (81 anni)
Consorte Lucia (1957 -)
Figli Empedocle Mario
Massimiliano Maria

Lando Buzzanca, nome d'arte di Gerlando Buzzanca, è un noto attore italiano.

Biografia Modifica

Compie i suoi studi a Palermo e a 17 anni parte alla volta di Roma, dove si adatta a lavori precari prima di realizzare il sogno di intraprendere la carriera dell'attore. Dopo alcuni film girati come comparsa, tra cui Ben-Hur, in cui interpretava uno degli schiavi della galea in cui è costretto Ben-Hur, il debutto ufficiale arriva nel 1961 con Pietro Germi, che lo sceglie per il ruolo di Rosario Mulè in Divorzio all'italiana, e successivamente per la grottesca figura di Antonio, il fratello della protagonista, in Sedotta e abbandonata.

La scelta dei successivi copioni non sarà sempre fortunata, e Lando si troverà spesso ad interpretare ruoli stereotipati di maschio siciliano, perennemente assatanato ma un po' tonto, e la critica cinematografica lo relega alla schiera dei caratteristi e degli interpreti del cinema di serie B, con l'eccezione del ruolo di protagonista nel brancatiano Don Giovanni in Sicilia (1967), di Alberto Lattuada.

Anche se la critica continua a non essere benevola, la sua vena comica e la sua recitazione spontanea incontrano un vasto consenso di pubblico. Nel 1970 interpreta in televisione Signore e signora, in coppia con Delia Scala, una divertentissima carrellata di personaggi e situazioni incentrate sul tema del matrimonio e della vita di coppia, che riscuote enorme successo. La sua battuta "mi vien che ridere" rimarrà un tormentone ricordato e ripetuto dal pubblico per anni.

Anche sull'onda del grande consenso televisivo i suoi film cominciano a riscuotere un rilevante successo commerciale. La vera svolta arriva quindi con Il merlo maschio, commedia erotica all'italiana del 1971 diretta da Pasquale Festa Campanile. È con questa pellicola, nel ruolo di un colletto bianco che sfoga le proprie frustrazioni facendosi prendere dalla smania di esporre pubblicamente le grazie intime della moglie, che Buzzanca perviene alla notorietà internazionale al fianco di Laura Antonelli, anch'ella al primo ruolo di rilievo. Negli anni seguenti Buzzanca si trova così a recitare al fianco delle più belle attrici del momento: da Claudia Cardinale a Catherine Spaak, da Barbara Bouchet a Senta Berger per finire con Joan Collins.

Forte del suo successo commerciale, Buzzanca comincia anche a scegliere da solo i ruoli da interpretare: sue sono ad esempio le idee di film come L'arbitro, Il sindacalista e Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia... All'onorevole piacciono le donne, in cui tratteggia gustose parodie di personaggi realmente esistenti e facilmente riconoscibili.

Qualche giornalista in vena di burle lo definisce, dal titolo di un suo fortunato film, un Homo Eroticus: un essere a metà strada tra Homo erectus e Homo sapiens, a rischio di estinzione negli anni settanta, per la dura contrapposizione con il femminismo. Oggi, anche se molto meno visibile, rappresenta un tipo italiano ancora molto diffuso.

A metà degli anni settanta cala l'interesse per questo tipo di personaggio e, inevitabilmente, diminuiscono gl'impegni cinematografici di Buzzanca, che non si piega alla svolta "scollacciata" della commedia all'italiana, rifiutandosi di comparire nelle pellicole che renderanno famosi personaggi quali Alvaro Vitali ed Edwige Fenech, Gloria Guida e Gianfranco D'Angelo, preferendo lavorare in radio, dove per qualche anno sarà protagonista di Gran Varietà con il grottesco "Buzzanco", erede del personaggio televisivo inventato per la serie Signore e signora.

Dopo alcuni anni di attività in teatro, torna nel 2005 alla tv con una fiction intitolata Mio figlio, diretta da Luciano Odorisio, nel ruolo del padre di un ragazzo omosessuale (Giovanni Scifoni). La fiction ottiene uno straordinario successo di pubblico e ispirerà una serie andata in onda nel 2010, anno in cui è in onda anche con le miniserie Lo scandalo della Banca Romana e Capri 3.

Bisogna riconoscere come la sua popolarità sia stata maggiore all'estero che in patria, difatti in Paesi come Francia, Giappone, Grecia, Israele, Spagna e Svizzera, l'attore palermitano è considerato una simpatica icona di uno stereotipo internazionale dell'italiano provinciale, elegante, virile, furbetto ma non troppo, che non riesce a costruire alcunché di concreto.

Sono note le sue simpatie per la destra: lui spesso si è detto boicottato da produttori e registi di sinistra per questo. Tuttavia, proprio in occasione della messa in onda della fiction Mio figlio, nella quale veniva trattato il tema dell'omosessualità, l'attore è stato oggetto di critiche da parte di diversi esponenti di centro destra[1].

Vita privata Modifica

In occasione del Natale 1956, Lando fece ritorno a Palermo per passare le feste con la famiglia. Fu in tale occasione che conobbe Lucia, una quindicenne che studiava presso un istituto di suore.

I due iniziarono a frequentarsi e quando la ragazza rimase incinta i due si sposarono. Nel 1957 nacque Empedocle Mario, che oggi fa il commerciante di perle in Thailandia.

Buzzanca e la moglie hanno anche un altro figlio, Massimiliano Maria, anch'egli attore.

Curiosità Modifica

  • Buzzanca ha dichiarato pubblicamente di essere stato scelto da Roberto Benigni per interpretare il ruolo di Mangiafuoco nel film Pinocchio del 2002; tuttavia, Benigni non volle inserire il nome di Buzzanca nella locandina (cosa che lo avrebbe portato al rango di interprete protagonista) e per tale motivo l'attore siciliano rifiutò la parte.
  • Il protagonista del fumetto satirico degli anni settanta Jonny Logan, disegnato da Leone Cimpellin, riprende nelle sue fattezze proprio l'attore Lando Buzzanca.
  • Al contrario di quanto appare in molte filmografie (persino in quella dell'Internet Movie Database), Buzzanca non appare affatto nell'episodio "Amore e alfabeto" del film Amore in quattro dimensioni (1964), ma si limita a doppiare l'attore Carlo Giuffré. Forse l'equivoco è provocato, oltre che dalla voce di Giuffré, anche dalla presenza nel cast dell'attore Gino Buzzanca, zio di Lando nella realtà, nel ruolo dell'interprete della polizia, che traduce "dal siciliano al milanese"...
  • Da sempre è simpatizzante della destra italiana: prima fu un grande sostenitore di Giorgio Almirante, mentre è rimasto deluso da Gianfranco Fini, tanto che ha sostentuto Walter Veltroni nella campagna elettorale a sindaco di Roma, per tornare infine a simpatizzare per la destra e sostenere Giovanni Alemanno.

Filmografia Modifica

Merlo maschio Buzzanca

Lando Buzzanca in Il merlo maschio

NoteModifica

  1. Christian Uva, Michele Picchi. Destra e sinistra nel cinema italiano. URL consultato il 07-11-2008.

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