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Maximilian Schell

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Maximilian Schell
Maximilian Schell.png

Attore
Periodo attività 1955 -
Nascita Vienna
bandiera Austria
8 dicembre 1930 (1930-12-08) (86 anni)
Coniuge Natalya Andreychenko (1985 - 2005)

Maximilian Schell è un attore austriaco di origini svizzere[1] vincitore nel 1961 del premio Oscar al miglior attore protagonista per il suo ruolo nel film Vincitori e vinti. È anche scrittore, regista e produttore di alcuni films.

Biografia Modifica

Giovinezza Modifica

Schell nacque a Vienna, figlio di Margarethe (nata Noe von Nordberg), un'attrice, e Hermann Ferdinand Schell, un poeta svizzeroe proprietario di una farmacia.[2][3] I suoi genitori erano entrambi cattolici.[3] La sorella maggiore di Maximilian, Maria, era anch'essa un'attrice. Essi avevano altri due fratelli: Carl e Immy (Immaculata) Schell.

La famiglia Schell si trasferì a Zurigo nel 1938, dove il giovane Maximilian entrò nell'esercito, achieving il grado di caporale. Egli iniziò a recitare al Basel Theatre.[4]

Carriera Modifica

Maximilian Schell in Judgment at Nuremberg.png

Maximilian Schell in una scena del film Vincitori e vinti

Maximilian Schell fece il suo debutto ad Hollywood nel 1958 nel film di guerra I giovani leoni, recitando insieme a Marlon Brando, Montgomery Clift e Dean Martin. Nel 1961 interpretò il ruolo che gli diede fama mondiale: quello di Hans Rolfe, avvocato difensore di criminali nazisti, nel film Vincitori e vinti. Questo ruolo oltre che alla fama, fece conquistare a Schell il Premio Oscar al miglior attore protagonista. 1974's The Pedestrian, which Schell wrote, produced, directed, and starred in, was nominated for Best Foreign Language Film.[5]

Schell recitò in diversi film di guerra, tra i quali vanno ricordati The Man in the Glass Booth (1975); Sinfonia di guerra (1968); Quell'ultimo ponte (1977); La croce di ferro (1977); Dossier Odessa (1974) e Giulia (1977).

Recitò naturalmente anche in altri film di tutt'altro genere come Krakatoa, est di Giava (1969); The Black Hole - Il buco nero (1979); Il boss e la matricola (1990); Vampires (1998); Topkapi (1964); Stalin (1992); Candles in the Dark (1993); Erste Liebe (1971) e Deep Impact (1998). Tuttavia una delle interpretazioni più celebri di Maximilian Schell fu quella dello zar Pietro I Romanov nella miniserie televisiva del 1986 Pietro il Grande, nella quale recitarono tra gli altri Vanessa Redgrave e Laurence Olivier.

A partire dagli anni novanta Schell ha recitato in molti film televisivi tedeschi come ad esempio in Alles Glück dieser Erde (2003) e nella miniserie televisivaThe Return of the Dancing Master (2004).

Oltre alla sua carriera di attore cinematografico, Schell è stato molto attivo anche come regista, scrittore e attore teatrale; facendo il suo debutto nel 1952, tre anni prima del suo esordio cinematografico.

Nel 1977 ha diretto Tales from the Vienna Woods al National Theatre di Londra. Nel 2006 ha recitato in Resurrection Blues di Arthur Miller, diretto da Robert Altman a Londra all'Old Vic.[6] Schell ha anche scritto, prodotto e diretto alcuni film, incluso il documentario Marlene (1984) con la partecipazione di Marlene Dietrich che vinse diversi premi. Nel 2002 realizzò My Sister Maria, un documentario sulla sorella Maria Schell.

Vita privata Modifica

Maximilian Schell in 2006.png

Maximilian Schell nel 2006

Negli anni sessanta Maximilian Schell ebbe una lunga relazione con la modella Donyale Luna, ma i due non si sposarono mai.

Nel 1985 Schell sposò l'attrice russa Natalya Andrejchenko conosciuta sul set di Pietro il Grande. Essi hanno avuto una figlia, Nastassja Schell (n. 1989). La coppia ha divorziato nel 2005.

In passato si è anche vociferato di una sua presunta relazione con Neile Adams McQueen, moglie dell'attore Steve McQueen.[7]

Nel 2000 gli è stata diagnosticata pancreatite, conseguenza al diabete di cui soffre.

Maximilian Schell è il padrino dell'attrice Angelina Jolie, figlia di Jon Voight (con il quale Schell lavorò in Dossier Odessa) e Marcheline Bertrand.

Premi e nominations Modifica

Onorificenze Modifica

Croce al Merito di I Classe dell'Ordine al Merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito di I Classe dell'Ordine al Merito di Germania
Croce d'Onore di I Classe per le scienze e per le arti (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'Onore di I Classe per le scienze e per le arti (Austria)

Filmografia Modifica

Attore Modifica

Pietro il Grande (episodio 3).png

Maximilian Schell in una scena della miniserie Pietro il Grande

Regista Modifica

Produttore Modifica

Note Modifica

  1. Johnstone, Iain (1977). The Arnhem Report: The story behind A Bridge Too Far. p. 29. ISBN 0-352-39775-6. "I'm Swiss, but I was born in Austria"
  2. Maximillian Schell Film Reference biography
  3. 3,0 3,1 Biodata/Profile
  4. Maximillian Schell bio at Yahoo! Movies
  5. The 46th Academy Awards (1974) Nominees and Winners. URL consultato il 2011-12-03.
  6. Resurrection Blues review
  7. Steve McQueen, Portrait of an American Rebel, Marshall Terrill, 1993
  8. The 43rd Academy Awards (1971) Nominees and Winners. URL consultato il 2011-11-26.
Predecessore: Oscar al miglior attore Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Burt Lancaster
per Il figlio di Giuda
1962
per Vincitori e vinti
Gregory Peck
per Il buio oltre la siepe
I
con
II
con
III
con
IV
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V
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VI
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VII
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VIII
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IX
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XI
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XII
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XIII
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Burt Lancaster
per Il figlio di Giuda
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per Il buio oltre la siepe

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