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Un poliziotto per amico

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Un poliziotto per amico

Wer einmal lügt.jpg

Titolo originale Wer einmal lügt
Serie Squadra Speciale Cobra 11
Stagione 13
Episodio n. 06
Trasmissione originale 9 ottobre 2008
Trasmissione italiana 22 giugno 2010
Durata 45 min
Interpreti e personaggi
Doppiatori
Regista: Sebastian Vigg
Soggetto:
Sceneggiatore: Ralf Ruland
Produttore: Kay Niessen e Stefan Retzbach
Produttoreesecutivo: Hermann Joha
Produttoreassociato:
Musica: Jaro Messerschmidt e Nik Reich
Fotografia: Theo Müller
Montaggio: Martin Habig
Scenografia: Paul Margono
Costumi: Rosa Schlösser
Trucco: Dagmar Riha e Nicole Skaletz
Effetti speciali: Holger Veh (non accreditato)
Casa di produzione: Action Concept e RTL
Cronologia
Ep. precedente Ep. successivo
Sotto pressione Tradimento

Un poliziotto per amico è il sesto episodio della tredicesima stagione della serie televisiva Squadra Speciale Cobra 11.

Trama Modifica

Semir e Ben mentre pattugliano l'autostrada incontrano un camionista ubriaco alla guida di un tir che cade a pezzi. Oltre alla sua guida in stato di ebbrezza infatti, a provocare un maxi incidente è il rimorchio, che si stacca dalla motrice e si ribalta. Il guidatore verrà arrestato ma Semir si trova ad inseguire sulla carreggiata opposta un ragazzino che, alla guida di una potente macchina, aveva tamponato quella dei poliziotti per tentare di evitare il tir. Il suo nome è Mario Hofmann. Anna Engelhardt e Semir ipotizzano che esso sia scappato di casa. Esaminando alcuni splendidi disegni fatti proprio dal ragazzino, capiscono che ha un rapporto molto difficile con il compagno di sua madre (il padre era morto tempo prima). Di dubbia origine è anche un grosso livido che Mario ha sulla pancia. La signora Hofmann, interrogata da Ben, dice però che Mario è prevenuto verso Thomas Berger, il suo compagno. Rivela inoltre che spesso inventa bugie per infangarlo, quasi come se fosse geloso della madre. Dopodiché Ben e Semir riportano la macchina con la quale Mario era fuggito a Berger nel suo ristorante, non prima di aver notato nel bagagliaio punte di trapano in titanio: di grosso valore, riuscirebbero tranquillamente a forare una cassaforte. Dopo averlo incontrato, avanzano già dei sospetti su di lui e su alcuni presunti complici, incontrati sul luogo.

La sera, tornato a casa, Berger minaccia anche Mario: se prova a mettersi tra di lui e sua madre, gliela farà pagare. La mattina seguente Semir chiede al ragazzino, salvato da lui da una specie di pestaggio, se vuole essere suo amico. Riuscirà così a farsi dire che Mario aveva trovato una pistola di Berger, ma, inseguito, era caduto dalle scale e si era procurato quel livido. Aveva anche tentato di avvisare la madre, che però credeva che non fosse vero. Poco dopo viene chiamato dal collega: un furgone e stato rapinato, ed è di una ditta della quale Ben aveva sfogliato un catalogo il giorno prima da Berger: non può essere una coincidenza. Così i due arrivano al nome di Sascha Einen, uno dei complici trovati nel ristorante, con numerosi precedenti. Dopo un inseguimento però l'uomo muore dopo essere saltato da un tetto. Hartmut Freund intanto, oltre a dover analizzare il pc di Sascha, ha scoperto che nella rapina era stato rubato un congegno in grado di disattivare qualsiasi tipo di allarme di banche o simili. Per incastrare Berger, a Semir e Ben non resta altro da fare che pedinarlo. Si accorgono anche che Mario si era nascosto nella macchina, sempre per pedinarlo, ma purtroppo perdono di vista il veicolo. Il ragazzino quindi, seguendo Berger, vede il loro nascondiglio.

Scoperto, promette di non dire niente ma appena torna a casa, dove reincontra i due poliziotti, riconduce tutti quanti, sua madre compresa (che continua a credere che il figlio inventi bugie per svalutare il compagno) al nascondiglio. I complici di Berger però hanno fatto sparire tutto nel frattempo: Mario viene di nuovo screditato. Per fortuna, l'unico ancora a credegli è Semir. Poco prima però i delinquenti avevano deciso di mettere in atto il piano B, che non prevede l'utilizzo dell'aggeggio elettronico: la banda rapinerà semplicemente un portavalori. Intanto adesso è noto anche il nome del terzo complice, Rolph Matusheck, che viene pedinato. Sapendo di esserlo però fa credere alla polizia di voler attuare ancora il colpo in banca, ovvero il piano A, scartato. Mario, spiando Berger, ora sa anche quando avverrà, così lo dice a Semir. Il ragazzino però con la madre e Sonia, a loro insaputa complice dei malviventi, partiranno per la campagna. Saranno raggiunti da Berger e dall'amico dopo il colpo. Sonia mostra anche a Mario una pistola, così che non faccia sciocchezze. Per fortuna il portavalori da rapinare ha mandato un segnale d'allarme: Semir e Ben riusciranno comunque a capire i piani dei malviventi e raggiungerli fino in campagna. Intanto là finalmente Mario ha convinto la madre, anche minacciando Sonia con una vecchia pistola del padre, della sua colpevolezza e quella del suo compagno, così finalmente assieme riescono a immobilizzarla. Essa non avrà più via di scampo. Quando poi giungerà la polizia, Berger, minacciato il ragazzo, verrà colpito mortalmente alle spalle dalla Hofmann, che in seguito chiederà scusa al figlio, sempre ignorato e sminuito quando sosteneva la colpevolezza dell'uomo. Rolph invece era stato colpito a morte dall'agente del portavalori rapinato.

Note Modifica

Per spiegare a Semir come funzionava il sistema di allarme che i malviventi volevano violare, Hartmut utilizza il set 5612 della Lego.

La serie di tamponamenti apparsa all'inizio dell'episodio è stata presa in parte dall'episodio "Inferno sulla A4".

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